Antiparassitari per gatti effetti collaterali

Antiparassitari per gatti: effetti collaterali

28 giu 2019

Gli antiparassitari per gatti sono uno strumento fondamentale per la prevenzione e la lotta a pulci, zecche e insetti che possono portare alla trasmissione di malattie – in alcuni casi, addirittura letali – quali la Filariosi e la Leishmaniosi. Quello che non dobbiamo dimenticare, però, è che i prodotti antiparassitari sono costituiti per lo più da sostanze chimiche e che, come tutti i farmaci, possono avere effetti collaterali sui nostri amici a quattro zampe.

Prima di scegliere un antiparassitario per gatto, vi suggeriamo allora di leggere con attenzione sia la composizione chimica sia le indicazioni presenti sul cosiddetto bugiardino, così da capire quali davvero possano essere gli eventuali danni per il vostro animale. In linea di massima, gli effetti collaterali degli antiparassitari possono consistere in episodi di vomito, sensazione di torpore o dermatite da contatto. A meno che non si decida di ricorrere ad un prodotto contenente permetrina, una neurotossina tossica per il gatto, tanto da indurre nell’animale sintomatologie neurologiche piuttosto gravi, che possono causarne anche la morte. Cerchiamo allora di capire quali sono gli effetti collaterali degli antiparassitari e quali i prodotti giusti da utilizzare.

 

Antiparassitari per gatti: quali sono gli effetti collaterali di Frontline Combo e Seresto?

Fatta eccezione per la permetrina, che risulta essere davvero letale per i gatti, gli altri componenti chimici degli antiparassitari per gatti hanno una serie di effetti collaterali che dipendono molto anche dalla condizione dell’animale a cui vengono somministrati, e non soltanto da un difetto del prodotto.

Proprio per evitare danni di qualunque genere, infatti, si consiglia di non utilizzare Frontline Combo su gattini di età inferiore alle 8 settimane e/o di peso inferiore ad 1 kg, nè tantomeno su animali malati o convalescenti. In tutti gli altri casi, questo antiparassitario può essere utilizzato senza alcun problema, ma rivolgendo particolare attenzione al comportamento del vostro gatto: qualora dovesse leccarsi il pelo subito dopo l’applicazione del prodotto, potrebbe comparire l’effetto collaterale dell’ipersalivazione, dovuto più che altro agli eccipienti dell’antiparassitario. Al di là di questo, gli effetti rari provocati dall’applicazione del Fipronyl (il principio attivo del Frontline Combo) potrebbero consistere in reazioni cutanee transitorie (alopecia locale, prurito, eritema e desquamazione), episodi di vomito o ipersalivazione, e sintomi neurologici reversibili (abbattimento, iperestesia, sintomi nervosi). In linea di massima, risulta piuttosto raro l’insorgere di problematiche di questo tipo, a meno che non abbiate esagerato con il dosaggio dell’antiparassitario e il vostro gatto sviluppi pertanto reazioni avverse al prodotto.

Anche il collare Seresto per gatti può portare ad effetti collaterali di scarsa entità, ed è quindi sconsigliato somministrarlo a gattini con età inferiore alle 10 settimane o in soggetti che abbiano già presentato una certa ipersensibilità nei confronti di uno dei principi attivi o degli eccipienti (Imidacloprid e Flumetrina). Anche il collare antiparassitario, come molti altri prodotti, può avere alcuni effetti particolari nella zona di applicazione: eritema, prurito, perdita di pelo, dermatiti e lesioni possono comparire e scomparire nel giro di 1 o 2 settimane dall’applicazione. In ogni caso, si suggerisce sempre di togliere momentaneamente il collare così da evitare che questi problemi possa peggiorare ed infastidire il cane. Stando a quanto riferito dalla Bayer, in rarissimi casi l’uso di Seresto può provocare reazioni quali depressione, ipersalivazione, vomito, diarrea e perdita dell’appetito. In questi casi, la soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un medico veterinario che possa indirizzarvi verso un antiparassitario meno aggressivo e fastidioso per il vostro piccolo animale a quattro zampe.

Avvelenamento da permetrina, un effetto collaterale letale

Spesso, per errore, alcuni padroni sono convinti di poter utilizzare un antiparassitario per cani anche per i gatti. Eppure non è affatto così. Buona parte di questi prodotti contengono infatti la permetrina, una sostanza che viene tollerata dal cane, ma che invece risulta letale per il gatto: si tratta di una neurotossina che costituisce buona parte degli antiparassitari per animali, poiché in grado di uccidere i parassiti e gli insetti inducendone una paralisi del sistema nervoso. Sfortunatamente, lo stesso effetto collaterale tocca anche ai gatti, che non possiedono gli enzimi necessari per smaltire le molecole di permetrina dal proprio organismo. Di conseguenza, gli animali che entra in contatto con la neurotossina sviluppano vere e proprie problematiche neurologiche, che spesso li portano fino alla morte.

Ecco, allora, una serie di sintomi dell’avvelenamento da permetrine, che può essere dovuto anche ad un contatto con un cane a cui è stato somministrato l’antiparassitario:

  • ipereccitabilità
  • convulsioni tonico-cloniche
  • scialorrea
  • vomito
  • problemi di deambulazione
  • midriasi
  • diarrea
  • morte

A questo punto, è chiaro che il nostro consiglio sia quello di non utilizzare antiparassitari a base di permetrina sul vostro gatto, così da preservarne il perfetto stato di salute.

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